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| PROMOSSI
LORIS CAPIROSSI. Il ducatista guida in modo magistrale. Sempre in testa, doma la sua moto anche quando sempbra impossibile e riesce a tenere lontano Valentino Rossi cambiando spesso passo di gara.
VALENTINO ROSSI. Perfetto. 81 punti nelle ultime quattro gare contro i 42 del rivale Hayden. Motegi non gli piace ma gira a ritmi mai visti. Non si fa sfuggire nulla e prova perfino a prendere Capirossi con un fantastico giro record.
MARCO MELANDRI. Unico pilota Honda sul podio, va oltre a quelle che sono le sue possibilità in questo momento. Aggressivo all'inizio, Macio si rende conto che non può reggere il ritmo imposto da Capirossi e nemmeno gli attacchi di Rossi: la moto scivola troppo, meglio accontantarsi del terzo posto e dimostrare, se ancora ce n'è bisogno, che può essere un pilota di vertice.
BRIDGESTONE. Il costruttore giapponese gioca in casa, è vero, ma finora non aveva mai dimostrato in modo così perentorio la supremazia nei confronti della Michelin. Nel 2004 era toccato a Makoto Tamada dimostrarlo, negli ultimi due anni il testimone è passato nella mani di Loris Capirossi. Notevoli anche i progressi cronometrici: 949 millesimi in meno in tre anni!
RIMANDATI
SHINYA NAKANO. Forse eccessivo l'attacco finale, un quinto posto per salutare la Kawasaki nella gara di casa poteva bastare. Invece il giapponese non si accontenta e contribuisce alla giornata nera della verdona che in precedenza aveva visto uscire di scena anche Randy De Puniet.
SETE GIBERNAU. Come dimostra la prestazione del compagno Capirex, lo spagnolo aveva in mano le armi vincenti e forse poteva fare di più. Invece si limita a portare a casa il risultato. Evitabile il contatto con Nakano.
BOCCIATI
CASEY STONER. Ancora una caduta, ancora un'occasione gettata al vento. L'australiano aveva un ritmo da paura e sarebbe benissimo potuto finire sul podio. Invece non riesce a dosarsi e scivola fuori dai giochi dopo metà corsa.
DANI PEDROSA. La scusa dell'infortunio al ginocchio non regge più. Lo spagnolo semplicemente non c'è. Lento in prova, risucchiato in fondo al plotone dopo la partenza, recupera ma non certo con il passo che dovrebbe avere un pilota indicato solo fino a qualche settimana fa come uno dei principali candidati al titolo.
NICKY HAYDEN. Disastroso. 42 punti nelle ultime 4 gare contro gli 81 messi a segno da Valentino Rossi. Accettabile la scusa della frizione, ma a questo punto è lecito chiedersi se il problema non sia nella sua testa. 12 punti di margine sul pesarese a due gare dalla fine sono davvero pochi: alla favola che non sente alcuna pressione addosso non ci crede più nessuno!
HONDA. La Casa di Tokyo è stata battuta su tutti i fronti. Per il secondo anno consecutivo in MotoGP la vittoria è andata alla Ducati, KTM e Aprilia hanno invece dominato le altre classi.
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